Fondazione Cariello Corbino - NonsoloBiodanzaFestival

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Fondazione Cariello Corbino


Cari amici,
innanzitutto rinnovo i ringraziamenti agli organizzatori e ai partecipanti del NonSoloBiodanzaFestival 2018 per aver voluto devolvere il contributo sociale alla Fondazione Cariello Corbino e in particolare al nostro progetto di costruire un orfanotrofio-centro di comunità in Repubblica Democratica del Congo. Il 100% del vostro aiuto è andato al progetto, perché noi abbiamo pochissime spese e anche quelle sono interamente coperte da un'apposita donazione dei soci fondatori,

Volevo aggiornarvi brevemente su quanto sta accadendo in quella che rappresenta oggi la più grave crisi umanitaria del pianeta, di cui nessuno ne parla.
Da oltre 20 anni una strisciante guerra civile insanguina questa nazione, causando una media di 3-400.000 morti all'anno, quindi tra i 6 e gli 8 milioni di morti, la strage più grande dopo la II guerra mondiale. E' curioso pensare che in queste situazioni si finisca per accettare anche che vi siano 2 milioni di morti incerti, di fantasmi che magari oggi vagano in cerca di un rifugio in uno dei campi profughi nelle aree di confine.
Noi operiamo nel Nord Kivu, una delle regioni più a rischio: siamo nell'Est di questo enorme e potenzialmente ricchissimo paese, qui ebola non è ancora arrivata (ogni tanto si riapre un focolaio a Ovest), in compenso la guerriglia e la violenza comune mietono vittime in silenzio e in continuazione.
Non ci sentiamo eroi e non lo siamo: eroi sono i bimbi, le donne, i bambini e i rangers del Parco Nazionale del Virunga che sopportano di vivere come ai nostri giorni non dovrebbe essere neanche lontanamente immaginabile.
I Rangers difendono confini del parco dei gorilla di montagna, che significa sviluppo sostenibile e ricchezza diffusa. E ciò a qualcuno non piace, per questo ne sono stati uccisi diversi in questi ultimi anni, l'ultima una giovane ragazza mentre faceva da scorta a 2 turisti, proprio come la fanno a me e agli altri volontari della Fondazione. Il Parco ha dovuto negare l'accesso: niente più visti per il Congo, niente più scorta, fin quando la situazione, speriamo a gennaio, si sarà stabilizzata. Il 20 luglio sarei dovuto partire a trovare i 65 bimbi che mi aspettano, ma son dovuto restare a casa. Gli unici stranieri nell'area restano i tecnici delle tante multinazionali straniere che continuano indisturbati a dissanguare il Paese con la complicità della corruzione locale.
Ma il nostro lavoro lì non si ferma:in questi giorni un piccola ditta locale sta terminando la costruzione del primo dei 4 edifici previsti (il dormitorio femminile, 104 mq)  e i bambini saranno tutti trasferiti là a fine agosto, in attesa che la scuola riprenda. Forse staranno un po' stretti, ma la zona è molto più sicura dell'attuale (è vicino ad uno dei quartiere generali dei Rangers), presto sarà issato un (necessario ahimè) muro di cinta a protezione e saranno costruiti un secondo dormitorio (di cui abbiamo già i fondi, evviva) e poi la mensa cucina e infine la scuola. Ma soprattutto da fine agosto vivranno in una casa solida e moderna con acqua, elettricità e ... finestre!
Le finestre... questi bimbi hanno vissuto per anni in un grosso stanzone di legno senza finestre, perché in alcune parti del mondo non solo un bagno, non solo una lampadina ma anche una semplice finestra è un lusso...
Penso che non sia possibile aggiungere altro, se non un altro sincero "grazie di cuore" a tutti i biodanzanti che ci sostengono.

Alberto Corbino, biodanzante - Fondazione Cariello Corbino.


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